ESTRAZIONI DENTARIE

Il principale obiettivo della moderna odontoiatria è quello di conservare il più a lungo possibile i denti naturali. A volte questi devono essere estratti perché troppo danneggiati per essere ricostruiti in maniera duratura, ovvero quando ritroviamo una carie troppo profonda, una frattura radicolare, una mobilità del dente tale da essere irreversibile o talora per motivi ortodontici. Possono essere:

  • Semplici, quando i denti sono ancora presenti in arcata, facilmente accessibili e non presentano particolari difficoltà di posizione o di curvature delle radici.
  • Complesse o chirurgiche quando abbiamo vicinanza dei denti con strutture particolarmente delicate come nervo alveolare inferiore o seno mascellare o quando non ci sono le condizioni precedenti di semplicità e il dente si trovi incluso dentro l'osso.

L’altro obiettivo della moderna odontoiatria è quello di essere minimamente invasivi.

  1. Per questo se il paziente lo richieda è possibile eseguire gli interventi in sedazione cosciente per ridurre l’ansia e minimizzare lo stress della seduta.
  2. Per questo è necessario effettuare indagini radiografiche – ortopanoramica digitale ed eventuale TC cone bean -  per effettuare in maniera puntuale una precisa diagnosi e una terapia appropriata.
  3. Per questo utilizziamo strumentazioni soniche (PIEZOSURGERY ®) di ultima generazione appositamente dedicate . Tale strumentazione sfrutta speciali microvibrazioni ultrasoniche che tagliano i tessuti duri (osso,dente) e nient'altro. Nessun tessuto molle viene quindi danneggiato, durante il taglio dell’osso non verranno lesi nervi, vasi sanguigni o membrane permettendo di lavorare con una precisione massima (taglio micrometrico) che facilita non solo l'atto chirurgico (assenza di sanguinamento per effetto di cavitazione della soluzione fisiologica) ma, allo stesso tempo, riduce anche i fastidi post-operatori dei pazienti.

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DENTI DEL GIUDIZIO

Diverso è il caso dei denti del giudizio (o terzi molari, che erompono normalmente tra i 17 e i 25 anni), i quali vengono estratti per salvaguardare la salute degli altri denti o perché causa di ripetute infezioni.

PERCHE' I DENTI DEL GIUDIZIO POSSONO PROVOCARE PROBLEMI

I denti del giudizio sani e posizionati correttamente costituiscono un patrimonio prezioso per la nostra bocca. Tuttavia se mandibola e mascella non hanno abbastanza spazio per poterli alloggiare, questi dovranno essere estratti.

Secondo la teoria filogenetica la parte anteriore del cranio si sta riducendo a favore della parte nobile o nervosa del cranio e per questo lo spazio per il terzo molare è sempre più scarso. Casi in cui si estraggono i terzi molari:

  • Denti parzialmente erotti che per la loro posizione e dimensioni non potranno posizionarsi correttamente in arcata. Questo favorisce ristagno di cibo e impossilità di giusta detersione e quindi possibili carie e continue infezioni che causano gonfiore, difficoltà ad aprire la bocca, dolore irradiato verso l’orecchio o dolore alla deglutizione. Parliamo quindi di disodontiasi (eruzione difficoltosa ma possibile - nel giovane quando il dente possiede ancora la forza per erompere) o pericoronarite (quando eruzione non è più possibile).
  • Denti completamente inclusi. Solitamente non provocano problemi e quindi non si tolgono se non raramente.
  • Quando prevediamo che possa essere fonte di complicanze per il dente che lo precede o quando interferisce con la masticazione e causare lesioni delle guance o infine se causa di problemi per trattamenti ortodontici.

Nel caso dei trattamenti ortodontici, utile è riaffermare che motivo di estrazione non si ritiene oramai sufficiente il disallineamento dei denti incisivi inferiori ovvero è oramai opinione prevalente che la forza eruttiva dei denti del giudizio non determini affollamenti anteriori.

QUANDO E MEGLIO ESTRARLI

Esiste ormai un generale consenso sulla precoce estrazione sui denti del giudizio, ovvero quando viene rilevato un problema a loro carico è necessario intevenire subito. Il temporeggiare o il procrastinare l’intervento determina solo un possibile aumento di frequenza delle complicanze.  A circa 20 anni infatti le radici di questi denti non sono ancora del tutto formate, l’osso è relativamente più elastico e quindi l’intervento più semplice, la guarigione più rapida e appunto le complicanze più rare.

DOPO L’ESTRAZIONE COSA SUCCEDE

L’estrazione dei terzi molari non necessariamente determina post-operatori terribili come spesso si possa pensare soprattutto se vengono seguiti scrupolosamente i consigli del medico.

Dolore: l’intensità e la durata del dolore dipendono dalla complessità e dalla durata dell’intervento oltrechè dalla soglia individuale ma di solito è ben controllabile con semplice terapia medica.

Gonfiore: anche questo è variabile a seconda della risposta dei tessuti, talora accentuato può limitare l’apertura della bocca ma di solito regredisce con l’applicazione di ghiaccio per qualche ora.

Sanguinamento: solitamente lieve per le prime ore. Può portare alla comparsa di lividi per la presenza di piccoli ematomi.

COSA POTREBBE SUCCEDERE

Alveolite post estrattiva: temibile complicanza che di solito si manifesta 3-4 giorni dopo l’estrazione dovuta ad una dissoluzione del coagulo. Provoca forte dolore per qualche giorno ma si risolve spontaneamente.

Parestesie: del labbro inferiore ovvero alterazione della sensibilità del labbro e della metà della lingua che può durare anche qualche mese più raramente permanente.

Tutto questo può verificarsi anche con estrazioni degli altri denti anche se con durate e intensità minori proporzionalmente alla difficoltà dell’intervento.

L’estrazione di un dente, seppur banale, può essere considerata un piccolo intervento chirurgico; è necessario quindi rispettare alcune precauzioni nei giorni successivi per accellerare la guarigione ed evitare complicazioni.