La terapia conservativa si occupa della cura del dente cariato.

La carie è una malattia infettiva dipendente da diversi fattori che tende se non curata in maniera adeguata, competente e tempestiva a distruggere il dente in maniera progressiva.

E’quindi caratterizzata dalla distruzione progressiva e localizzata dei tessuti duri del dente e dalla formazione di cavità. La carie spesso determina, oltre la distruzione di buona parte della corona dentaria, processi infettivi della polpa e dei tessuti peri-apicali.

La carie è l'effetto dell’azione dei batteri contenuti nella placca dentale che si nutrono degli zuccheri presenti nei residui alimentari producendo acidi che corrodono i denti;

  • Nelle prime fasi è colpita solo la superfice più esterna del dente ovvero dello smalto; la carie iniziale viene individuata grazie ad un accurato esame di tutte la superfici del dente e in particolare con delle piccole radiografie endorali ,che riescono a mettere in evidenza anche le lesioni più piccole così da poter essere curate con limitati interventi molto conservativi e quindi auspicabili.
  • Successivamente si ingrandisce diffondendosi alla dentina sottostante e, per la presenza dei tubuli dentinali, tanto più numerosi quanto più ci avviciniamo all’ interno del dente ovvero alla polpa dentale (volgarmente chiamata nervo) compromette quest ultimo tessuto diffondendosi anche più profondamente anche all ‘osso sottostante.

Per prevenire l’ insorgenza della carie è necessario:

1- un’alimentazione corretta povera di zuccheri e ricca di fibre vegetali

2- una igiene corretta grazie all’uso dello spazzolino, almeno due volte al giorno ecomunque dopo ogni pasto e del filo interdentale per poter detergere gli spazi interprossimali (tra dente e dente). Molto utile l’uso delle pastiglie rivelatrici di placca, che colorano il dente sporco favorendo la visione diretta della placca e l‘utilizzo di fluoro sia sotto forma di dentifricio suia sotto forma di medicamento domiciliare o di applicazioni nello studio dentistico.

3- individuazione dei soggetti maggiormente a rischio, giovani sotto i 30 anni, anziani con denti allungati econ radici scoperte , pazienti con malattie sistemiche etrattamenti farmacologici che diminuiscono la detersione tramite induzione di stati di ipofunzione salivare (xerostomia)

La carie, contrariamente a quanto si crede, non sempre è associata a dolore, e quindi solo periodici controlli dal dentista possono scovarla sul nascere con auspicabili interventi più semplici e quindi più economici.

Per tutto questo è indispensabile la prevenzione (igiene e controlli periodici sono il vero vaccino contro la carie) unita all’uso di tecniche minimamente invasive permettendo una preparazione minima dei denti e la massima conservazione della struttura dentale sana cosi da aiutare i pazienti a“mettere in banca” i denti per il futuro.

ENDODONZIA

L’endodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della cura canalare e della devitalizzazione dei denti.

La cura canalare consiste nella rimozione della polpa dentale o nervo ed è necessaria quando i batteri l’hanno alterata a tal punto da compromettere la vitalità e la funzione fino ad infettare l’osso sottostante dando luogo ad una infiammazione acuta quale l’ascesso o cronica quale il granuloma.

Altre indicazioni sono i traumi e le fratture dentali che causano compromissione irreversibile della polpa.

La devitalizzazione si attua con appositi strumenti, rimuovendo la polpa e decontaminando i canali radicolari, sostituendola poi con materiale biocompatibile che crea un sigillo nei confronti dei batteri.

La corona del dente devitalizzato va ricostruita e, quando molto distrutta, incapsulata per renderla più resistente e duratura.

L’endodonzia è una branca dell’odontoiatria particolarmente difficile e sofisticata che permette di conservare denti molto distrutti evitando estrazioni.